La Carica Dei 101 All Attacco
domenica 24 febbraio 2013
Le Nostre Cucciolate
Per informazioni, foto, notizie o curiosità, contattateci
Visiona le nostre cucciolate. Seleziona quella di
tuo interesse, guarda le foto dell'intera cucciolata. In fondo alla
pagina della singola cucciolata sono presenti le schede dei cuccioli
disponibili con le foto aggiornate.I cuccioli vengono ceduti dopo i 70 gg dalla data di nascita a completo svezzamento,iscrizione all'anagrafe canina,prime vaccinazioni ,n.3 sverminazioni,test audiometrico e pedigree.
CUCCIOLATA I
(Nati il 15/04/2013) |
|||
| LA CUCCIOLATA ( i ) E' IL FRUTTO DELL'ACCOPPIAMENTO TRA MONDO DALMATA AMBRA E ZAGREB'S .... | |||
DALMATA
La
sua storia
Su queste indicazioni si fonda la conclusione che la razza ha avuto origine nel Bacino del Mediterraneo. Un' opera di Thomas Bewick, pubblicata nel 1792, contiene la descrizione ed il disegno di un Dalamata, che Bewick chiama ""Il Dalmata o cane da Carrozza"". Il primo Standard del Dalmata è stato redatto nel 1882 da un inglese di nome Vero Shaw. Questo standard è stato incorporato allo standard ufficiale nel 1890.
In
generale
Dalmazia,
Repubblica Croata. E' un cane da compagnia, per la famiglia; facile da
addestrare anche come cane da ambulanza.
L'origine del Dalmata è tuttora oscura si è fermi a delle supposizioni. Le prime testimonianze sono state trovate in quadri di pittori italiani del XVI secolo. Dalle pitture
scoperte nelle tombe dei faraoni egizi e dalle pitture medievali, si può supporre che il Dalmata esiste da circa duemila anni.
L'origine del Dalmata è tuttora oscura si è fermi a delle supposizioni. Le prime testimonianze sono state trovate in quadri di pittori italiani del XVI secolo. Dalle pitture
scoperte nelle tombe dei faraoni egizi e dalle pitture medievali, si può supporre che il Dalmata esiste da circa duemila anni.
Su queste indicazioni si fonda la conclusione che la razza ha avuto origine nel Bacino del Mediterraneo. Un' opera di Thomas Bewick, pubblicata nel 1792, contiene la descrizione ed il disegno di un Dalamata, che Bewick chiama ""Il Dalmata o cane da Carrozza"". Il primo Standard del Dalmata è stato redatto nel 1882 da un inglese di nome Vero Shaw. Questo standard è stato incorporato allo standard ufficiale nel 1890.
Cane
di compagnia e di famiglia, il Dalmata in realtà è molto di più Con le sue attitudini
fisiche e mentali, sapendo anche assumere il ruolo di guardiano, può dare grandi
soddisfazioni nelle più svariate discipline. Se le macchie nummulari del suo mantello
costituiscono la sua principale caratteristica, la morfologia simile ai bracchi, la
struttura agile e muscolosa e il forte temperamento fanno di lui un cane vigoroso,
atletico, vivace.
Armonioso nelle linee, il Dalmata non deve essere ne grossolano ne pesante: deve mostrare molta resistenza e essere in grado di spostarsi ad andatura veloce. Ne timido ne diffidente, e di conseguenza ne pauroso ne aggressivo, il Dalmata è un cane estremamente socievole e amichevole.
Armonioso nelle linee, il Dalmata non deve essere ne grossolano ne pesante: deve mostrare molta resistenza e essere in grado di spostarsi ad andatura veloce. Ne timido ne diffidente, e di conseguenza ne pauroso ne aggressivo, il Dalmata è un cane estremamente socievole e amichevole.
Carattere
Aperto
e socievole, mai timido o diffidente, nè pauroso o aggressivo. Addomesticabile
ma sensibilissimo. Ha bisogno della compagna dell'uomo, altrimenti può essere
colto dalla malinconia. Adora giocare coi bambini. E' dotato di una memoria a
lungo termine, infatti ricorda i torti subiti anche dopo anni. Istintivamente
evita le pozzanghere e tutti quei luoghi sporchi, ama essere lavato e
rinfrescato.
Caratteristiche
La testa presenta
una buona lunghezza, con cranio piatto che raggiunge la sua larghezza massima tra le
orecchie e ben disegnato a livello delle tempie. Lo stop è visibile ma non troppo
pronunciato. Il muso è lungo e potente, ma non sottile o affilato.
Nella varietà a macchie nere, il tartufo è sempre nero, mentre in quella a macchie marroni, il tartufo è sempre marrone. Le mascelle sono potenti e la dentatura deve presentare articolazione a forbice. Gli occhi, distanziati ma senza eccesso, di dimensioni medie, sono rotondi, vivaci e brillanti. Le orecchie sono attaccate alte, ricadono aderenti ai lati della testa e portano macchie ben distribuite, preferibilmente tondeggianti. Il pelo è corto, ruvido, fitto, di aspetto liscio e lucente.
Nella varietà a macchie nere, il tartufo è sempre nero, mentre in quella a macchie marroni, il tartufo è sempre marrone. Le mascelle sono potenti e la dentatura deve presentare articolazione a forbice. Gli occhi, distanziati ma senza eccesso, di dimensioni medie, sono rotondi, vivaci e brillanti. Le orecchie sono attaccate alte, ricadono aderenti ai lati della testa e portano macchie ben distribuite, preferibilmente tondeggianti. Il pelo è corto, ruvido, fitto, di aspetto liscio e lucente.
Taglia:
l'armonia generale delle proporzioni è di primaria importanza: la taglia ideale nel
maschio va da 56 a 61 cm, nella femmina da 54 a 59.
Colori:
il colore di fondo è bianco puro: le macchie non devono confondersi, devono essere tonde
e nettamente disegnate, ben ripartite e con un diametro
di 2-3 cm.
di 2-3 cm.
Coda:
raggiunge approssimativamente il garretto; è larga alla base e si assottiglia
gradualmente verso l'estremità
Da
evitare
.
Carattere eccessivamente pauroso o aggressivo
.
Mantello tricolore
.
Macchie color limone
.
Chiazze colorate
. Occhio blu, eterocromia delI'iride
Iscriviti a:
Commenti (Atom)










